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LACRIME, COMMOZIONE E APPLAUSI DAVANTI AL FERETRO DEL SERGENTE RICCARDO PADULA

Una chiesa gremita per l’ultimo saluto a Riccardo Padula, un eroe dei nostri giorni, che ha richiamato nella città di Rieti le massime autorità civili e militari, il Prefetto di Rieti, la famiglia della Croce Rossa Italiana rappresentata anche dai comitati di Siena e di tutta la Regione Lazio, le Infermiere Volontarie e tante associazioni di volontariato, oltre che una buona parte della  cittadinanza.La morte di Riccardo, è stata una grave perdita per il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e il Comitato di Rieti perde uno dei suoi migliori elementi che hanno dato vita e lustro all’Associazione. Con la sua scomparsa si spezza un vissuto onorevole, quello che è stato non sarà più, ma la sua grandiosità resterà accanto a tutti i volontari e il ricordo del suo sorriso incoraggiante  sarà il sostegno nelle prove più dure.

Una cerimonia scandita dal suono della tromba,  lacrime sincere nel ricordare quello che è stato e ha rappresentato come uomo, amico, padre, professionista, volontario e sergente del corpo militare della CRI. In tanti hanno voluto dare un saluto particolare a quest’uomo, tra questi il presidente dell’Associazione Nazionale Militari CRI in congedo Giuseppe Scrofani, che ha commosso i presenti ricordando una parentesi di una missione  nella quale un bambino avvicinandosi a Riccardo ha detto: ”Dammi un bacio, tu sei un vero eroe” e lui, abbracciandolo intenerito, ha trattenuto le lacrime perché i militari non possono esprimere troppe emozioni.
Il presidente del comitato Regionale CRI Adriano De Nardis ha dichiarato alla nostra testata  “Oggi qui sono presenti i vertici di tutta la regione della Croce Rossa Italiana e questo testimonia la grande persona che era Riccardo, uno dei migliori formatori, responsabile di tanti progetti. E’ difficile riunire tante persone trattandosi della giornata del sabato, ed invece abbiamo anche annullato un corso per permettere a tutti di partecipare.“.Tanti gli applausi all’interno e fuori della Chiesa di San Michele Arcangelo davanti alla bara ricoperta dal tricolore italiano. Riccardo è stato ricordato come una persona dalla grande moralità, discreto, coraggioso, buono, attento e saggio, incline alla benevolenza.
La celebrazione funebre è  stata un crescere di turbamento per l’attività svolta con abnegazione da questo commilitone sia nelle sue missioni all’estero, sia nelle azioni quotidiane organizzate dai volontari della Croce Rossa Italiana per prevenire e affrontare in modo efficace le vulnerabilità delle comunità. Ha effettuato numerose missioni con il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa, in Bosnia, Jugoslavia, Afghanistan. Senza contare l’apporto fondamentale durante i terremoti de L’Aquila e Amatrice. Si è speso per portare soccorso senza alcuna discriminazione nelle diverse missioni e si è adoperato per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Un eroe dal cuore grande, un soldato, militare e volontario, che con coraggio e umiltà ha fatto il suo dovere mettendoci sempre il cuore, con il quale ci ha coinvolti e resi migliori. Un uomo impegnato nella difesa dei valori e dei principi della Croce Rossa: imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità, universalità, umanità, vissuti con profonda umiltà, amicizia, comprensione, generosità e bontà. Un uomo e un volontario benvoluto e amato, un modello forte e carismatico, unico e irripetibile, il “gigante buono”, un vero signore d’altri tempi, gentile e corretto, mai fuori dalle righe. Così è stato descritto e ricordato. I tanti messaggi di cordoglio arrivati da ogni parte del Paese, non sono motivo di orgoglio solo per  la sua amata famiglia ed i volontari della Croce Rossa, ma per l’intera città. E’ scomparso un vero gentiluomo che lascia un grande vuoto, ma anche un marchio indelebile nell’animo di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un esempio da seguire.  Una sala intitolata alla memoria di Riccardo Padula è stata voluta dal Comitato della CRI di Rieti, all’interno della sede.
Onore al Sergente Padula, che a lui sia lieve la terra.